01/10/2016 4.00

BFD Challenger, Gaio - Napolitano campioni in doppio

Hanno giocato in questa stagione 3 tornei a livello Challenger e ne hanno vinti 2, a San Benedetto del Tronto e qui al Due Ponti Sporting Club per il BFD Challenger di Roma, mentre nell’altro torneo hanno superato le quali (a Stettino, in Polonia): sono Federico Gaio e Stefano Napolitano, faentino il primo e biellese il secondo. Ovviamente la loro carriera è incentrata sulla specialità del singolare, sono entrambi ancora giovani, Gaio più maturo 24enne, e Napolitano ancora 21enne, ed hanno avuto una ottima stagione anche nel singolare, ma è davvero bello vederli giocare assieme in campo dove si completano a vicenda, ma anche notare la loro bella amicizia fuori dal terreno di gioco. Parlare di futura coppia da Davis può sembrare azzardato solo in superficie, perché effettivamente i nostri migliori giocatori cominciano ad avere una età più avanzata, e non è utopia pensare di formare un team come Gaio/Napolitano facendogli già respirare l’aria della Davis. E’ un messaggio che rivolgiamo a Capitan Corrado Barazzutti, chissà che non ci voglia stare a sentire. 

Oggi la coppia azzurra ha superato i fratelli Draganja, qui al BFD Challenger, e non dimentichiamoci che Marin Draganja è uno che è stato numero 20 al mondo nella specialità del doppio, non è certo uno qualsiasi. Primo set per i fratelli croati, poi i nostri due ragazzi si sono svegliati e tra ottimi servizi, gran difese della rete e risposte da fenomeni si sono portati a casa il trofeo. Vediamoli più nel dettaglio a questo punto. Federico Gaio ha 24 anni, ha raggiunto il suo best ranking ad agosto scorso, al numero 158 ATP, non ha moltissimo da difendere da qui a Gennaio e quindi potrebbe anche risalire adesso che è leggermente sceso al numero 184 del mondo. E’ un prodotto della FIT e del centro federale di Tirrenia e nei tornei è seguito da circa 6 mesi da Coach Daniele Silvestre con il quale sta lavorando davvero molto bene, è tonico atleticamente, è sempre concentratissimo nei tornei e sta raggiungendo a nostro parere la massima maturità. Federico da Junior è sempre stato un piccolo fenomeno, vinceva spesso e bene, e quindi dover affrontare poi il circuito pro dove se non ti chiami Federer o Djokovic sono più le sconfitte che le vittorie, è stato più complicato che per altri. Oggi, grazie anche a Daniele Silvestre, ha trovato una serenità e una “self confidence” che gli regala una migliore distribuzione dell’energia in campo durante i match. Federico tendeva a giocare sempre a mille all’ora, a bombardare, complice una forza fisica strabiliante, ora cerca di ragionare di più e di utilizzare schemi tattici prestabiliti, migliorando anche per questo i suoi risultati. Utilizza adesso quei trenta secondi tra un punto e l’altro in maniera razionale e proficua, e tutto questo senza perdere naturalezza nel gioco. 

Stefano Napolitano ha 21 anni, è biellese, è stato plasmato da papà Cosimo, che poi da qualche tempo l’ha affidato al team di Piatti ed è seguito da Coach Cristian Brandi. Da Junior è stato forse meno reclamizzato rispetto ad altri ragazzi, comunque validi come lui e che usciranno presto fuori, e questo ha forse permesso a Stefano e al suo staff di lavorare in maniera più razionale, seguendo per l’appunto un percorso omogeneo. La crescita è passata sotto tutti gli aspetti, a cominciare da quelli tecnici: ci si è concentrati su migliorare il servizio, vista l’altezza di Stefano che è più di 190 cm, e sul diritto, mentre il rovescio è un colpo naturale che quando funziona, cioè sempre, fa molto male. Tatticamente Stefano è ovviamente in crescita, non si può essere vecchi lupi di mare a 21 anni, ma è già molto solido, anche mentalmente. A livello fisico si lavora molto sulla rapidità, la velocità, avendo il focus principale sulla prevenzione degli infortuni. Attualmente è al numero 222 del mondo, è il suo best ranking, e non ha moltissimo da difendere fino a fine stagione, per cui può solo crescere. Al termine del match i due ragazzi hanno ringraziato in maniera molto carina ed affettuosa i raccattapalle, oltre ai direttori e allo staff del torneo, e Stefano ha raccontato di aver cominciato così, a 5 anni, facendo il “ball boy” al torneo casalingo, il 100 mila dollari di Biella ed ha augurato a questi ragazzi di essere un giorno dentro al campo come protagonisti di grandi battaglie come questa. 

Da aggiungere su questa coppia futuribile azzurra c’è qualcosa di più di un dettaglio: sono due ragazzi con dei valori umani importanti, e non è un modo di dire. Credono in quello che fanno, sono competitivi al massimo durante le competizioni e durante gli allenamenti, ma sanno anche rispettare il lavoro degli altri, ed apprezzarlo sinceramente ed abbiamo avuto modo personalmente di rendercene conto. Alla fine del match Daniele Silvestre, coach di Gaio era visibilmente soddisfatto, non solo per la vittoria di oggi, ma proprio per il percorso che stanno seguendo insieme, che sta regalando ad entrambi soddisfazioni e speranze; il papà di Stefano, Cosimo Napolitano, che gestisce il circolo I Faggi a Biella, ci ha raccontato che la passione di Stefano nasce davvero in quegli anni a Biella in cui lui era un piccolo raccattapalle di 5 anni, che seguiva tutti i match di Filippo Volandri, il quale nel 2000 gli regalò un polsino che Stefano ancora conserva gelosamente. Anche papà Cosimo era contentissimo, soprattutto per la prestazione di Stefano e per la sua crescita, ed ora si vola a Mohammedia, in Morocco, per un altro challenger dove Napolitano è nel main draw.

Nella prima semifinale del singolare del BFD Challenger, dotato di 50mila dollari di montepremi, il ceko Jan Satral, attualmente numero 169 della classifica ATP, suo best ranking, si è sbarazzato con qualche fatica dello svedesino di origini etiopi, Mikael Ymer, addirittura 658 ATP, fratello del più famoso Elias Ymer. C’è da dire che MIkael è davvero un bambino coi suoi 18 anni appena compiuti meno di un mese fa. Primo set combattuto ma vinto dal più esperto Satral col punteggio di 6-4, mentre nel secondo set il ceko si fa recuperare da un break sopra e finisce col dover affrontare un terzo set apparentemente pieno di insidie. Però la benzina del giovanissimo Mikael Ymer finisce prima del rivale e Jan Satral si conquista una finale affascinante contro la testa di serie numero 1 del tabellone, l’olandese Robin Haase che ha sofferto tantissimo prima di avere la meglio sul francese Tristan Lamasine. Robin Haase attualmente è numero 65 del mondo ma sta cercando di tornare al suo best ranking piazzato al numero 33 ATP. Primo set dominato dall’olandese che però nel secondo ha subìto il ritorno dell’avversario e l’incontro è stato deciso al terzo set. Nel set decisivo Haase ha preso un break di vantaggio ma il francese è stato duro a “morire”; alla fine 6-3 per Haase e vittoria comunque meritata. Alle 13,00 di domani la finale che sancirà il campione 2016 del torneo BFD Challenger.